giovedì 25 marzo 2021

Una zampa amica

 

Una zampa amica


per bimbi e giovani in difficoltà: il Progetto “Ancora” contro disagi e stress



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I vantaggi della pet therapy per aiutare bimbi, ragazzi, adulti e anziani con difficoltà fisiche, psicologiche e psichiatriche (oncologici, autistici e tanti altri ancora) a vincere disagio e isolamento, specie in tempi di Covid (un terzo dei cittadini, secondo recenti ricerche, è a rischio di stress post-traumatico), sono ben noti da decenni. Ora, tuttavia, c’è un vigoroso balzo in avanti, con un inedito ed originale progetto, nato in Piemonte ma di rilievo e significato ben più ampio, che ha come protagonista l’Associazione “Amici del Sole” di Torino e la dottoressa Eleonora Caire, Medico Chirurgo e Medico di Medicina Generale attualmente in servizio nelle USCA, Unità Speciali di Continuità Assistenziale create per la gestione sanitaria dell’emergenza pandemica. L’iniziativa, cui collaborano già diversi medici di Medicina Generale, si propone di realizzare, con l’aiuto di chi vorrà offrire il proprio contributo, sedute di Terapia Assistita con animali, soprattutto cuccioli, condotte da medici e psicologi, ai bambini la cui fragilità è resa ancor più preoccupante dalla sintomatologia da PTSD correlata a Covid-19, in numero drammaticamente crescente in tutta Italia.

Questa la toccante testimonianza di una ragazzina di 14 anni, che ha svolto con enorme efficacia un percorso di aiuto ed assistenza con i “cuccioli amici”:

Dopo il Covid mi sono resa conto che mi sono rinchiusa in me stessa, i problemi e i pensieri soprattutto invadevano la mia testa ogni giorno, sono diventata molto più fredda di prima, non riuscivo a trasmettere queste emozioni, sono diventata come una cassaforte chiusa con un lucchetto. Nessuno poteva entrare e nessuno poteva uscire. Da questa esperienza ho capito che non sempre la fiducia si deve guadagnare, ma bensì si può imparare a fidarsi e ognuno di noi può trovare dei modi per superare gli ostacoli.
Mi dispiace che questa sia stata l’ultima seduta e spero con tutto il cuore che questo progetto vada avanti. Aiuterà tantissime persone.

Citynotizie invita a sostenere questa lodevole e peculiare iniziativa. Che ha peraltro notevoli benefici fiscali.
La donazione da parte delle aziende rappresenta un biglietto da visita molto apprezzato e di positivo impatto sociale. Oltre al fattore umanitario, la disponibilità dell’azienda a destinare parte dei propri profitti alle donazioni costituisce un ritorno di immagine importante verso i propri clienti e il mercato. La tua Azienda verrà pubblicizzata con ogni canale o strumento di comunicazione attraverso cui verrà divulgata l’iniziativa. Il vantaggio fiscale consiste nella possibilità di deduzione fino al 10% del reddito complessivo dichiarato (art. 83, c 2, D. Lgs 117/17). Ricordiamo inoltre che per le persone fisiche l’erogazione liberale è detraibile al 30% fino a 30.000€ o, in alternativa, è deducibile nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato. Aiutaci a dimostrare l’importanza del nostro impegno e delle nostre attività e sicuramente altri seguiranno il tuo esempio. Aiutaci a dimostrare l’importanza del nostro impegno e delle nostre attività e sicuramente altri seguiranno il tuo esempio. LA CASA DEL SOLE – Associazione di Promozione Sociale – Sede legale: Via Borgomanero, 58 – TORINO C.F.: 97825720010 / Tel: 320.1549200 – 340.3368515 – 340.4965168. E’ anche possibile, per informazioni o donazioni, contattare la dottoressa Caire alla email indicata.  

Email: progettoancora.terapiaassistita@gmai


venerdì 19 marzo 2021

RIFIUTARE UNA BENEDIZIONE A CHI LO RICHIEDE E' ATTO DISUMANO E OFFENDE IL VANGELO

 RIFIUTARE UNA BENEDIZIONE A CHI LO RICHIEDE 

E' ATTO DISUMANO E OFFENDE IL VANGELO




La Chiesa Ortodossa Italiana, a mezzo del suo Arcivescovo Mons. Filippo Ortenzi, ha approvato il seguente comunicato:

La recente pronuncia della Chiesa Cattolica Romana (“Responsum” C.D.F. del 15 marzo) in ordine alla illiceità della Benedizione delle unioni di persone dello stesso stesso, impone alcune riflessioni e considerazioni teologiche ed antropologiche alla luce del Vangelo, dello spirito pastorale vero e della natura strutturale e funzionale dell'atto benedizionale. Tutto l'anno, ed in particolare nella giornata di S. Antonio, si benedicono in molti luoghi cani, gatti, criceti e pappagalli. La Chiesa Cattolica ha benedetto nei secoli inquisitori, roghi, dittatori di ogni specie, funerali di criminali, assassini, mafiosi, camorristi, con carrozze e cavalli, suicidi, alberi, pietre, elementi naturali. Le Benedizioni di unioni civili di persone dello stesso sesso, invece, costituiscono per il Responsum un atto “illecito”. Quindi è impossibile benedirle. Per la verità, la formulazione giuridica, erede della tradizionale semantica magisteriale, è più sottile: il parere conclude che la Chiesa “non ha il potere di disporre” della benedizione. Stiamo ovviamente, parlando del caso in cui questa benedizione venga richiesta, espressamente, dalle persone omosessuali che, credendo ovviamente nel valore della protezione divina e nel cammino di fede, intendono unirsi stabilmente su una base affettiva solida. Vediamo, nel dettaglio, il percorso argomentativo con il quale si è giunti all'apodittica risoluzione consultiva.

  1. Viene citato, anzitutto, il Catechismo ufficiale (n. 1670) che nel contesto definitorio della Benedizione precisa che essa «chiama gli uomini a lodare Dio, li invita a chiedere la sua protezione, li esorta a meritare, con la santità della vita, la sua misericordia» Più ampio di così, incondizionatamente, non si può esprimere. Si indica poi che le benedizioni, inoltre, sono «istituite in certo qual modo a imitazione dei sacramenti, si riportano sempre e principalmente a effetti spirituali, che ottengono per impetrazione della Chiesa». Il primo passaggio logico ostativo è che si interpreta quel termine, “uomini” come “relazioni”, per cui occorrerebbe che “ciò che viene benedetto sia oggettivamente e positivamente ordinato a ricevere e ad esprimere la grazia, in funzione dei disegni di Dio iscritti nella Creazione e pienamente rivelati da Cristo Signore”. Quindi, solo le “realtà ordinate” (quelle, si capisce, ritenute conformi ai disegni divini dal Magistero), a servire i disegni di Dio possono essere destinatarie della Benedizione. Si prosegue indicando che “per tale motivo, non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso”.

  2. Con lo stesso iter logico, le coppie sterili non prevedono una apertura per sé alla trasmissione della vita, anzi la escludono sul piano biologico ed a priori. Ma proseguiamo. Le unioni civili sarebbero “in relazione con i sacramenti” e per ciò solo illecite. Il disegno di Dio è valido solo per il matrimonio e la famiglia intesa in senso tradizionale. Per cui, la fattispecie illecita è interpretata come “contraria” al disegno di Dio. Con la stessa ricostruzione ermeneutica, si sono torturati, bolliti e bruciati gli omosessuali sui roghi per cinquecento anni. Nessuno si pone la domanda “Ma non è che anche questo tipo di affettività stabili sono una manifestazione del disegno di Dio, per sé imperscrutabile, una forma per quanto minoritaria ma sincera e di vero amore, un modo per dare ordine e armonia a vite spesso discriminate, offese, dileggiate anche a causa dello stigma cattolico ultrasecolare cui sono state sottoposte, nonostante la presenza massiccia (alcuni testi recenti parlano di 65 – 70 per cento) di sacerdoti cattolici omosessuali, spesso protagonisti delle cronache (basta inserire la voce “pretigay” sui motori di ricerca) per episodi inconcepibili, violenze su ragazzi talvolta minori, costumi viziosi di frequentazione di prostituti, distrazione di fondi, imbarazzanti scoperte in saune, cinema, ed altri teatri erotici ben meno commendevoli rispetto ad un sereno affetto stabile?

  3. Ulteriore argomento di chiusura è la cosiddetta “ermeneutica analogica”: queste unioni costituiscono (“in certo qual modo”, precisa il testo) una “imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale”. Era probabilmente un rimando, allora, anche quello della nota vicenda evangelica del centurione (cfr. Matteo 8:5-13) in cui siamo con evidenza di fronte ad una unione “scandalosa” (il termine greco, “pais”, è lo stesso utilizzato per definite l'amante giovane di un maschio adulto: di qui, peraltro, l'espressione “paiderastes”). Il centurione chiede a Gesù di guarire il ragazzo malato, ma precisa che non è il caso che il Salvatore si rechi di persona nella sua casa (difficile interpretare tale espressione se non con l'evidente imbarazzo del militare romano). Cosa fa Gesù? Lo guarisce. Senza alcuna condizione o premessa teologica, incondizionatamente e gratuitamente. Per la Benedizione non dovrebbe valere un principio analogo? Benedire significa forse approvare, nel merito, ed elevare a modello quella relazione? O non, semplicemente, formulare un augurio ed un auspicio di protezione divina, di crescita nella fede, magari anche di riflessione e di ponderazione, ma in cui prevale l'Amore, spirito vero ed essenza primaria del Vangelo? In ogni caso, e senza condizioni. Meno che mai con dichiarazioni di “illiceità”.

  4. Si è pensato alle conseguenze di un rifiuto “ufficializzato”, a chi lo richiede cristianamente ed in buona fede, seppure per una unione che non è quella idealmente ritenuta perfetta dal Magistero, del matrimonio tra uomo e donna, ma è realizzata tra due esseri umani, nella loro fragilità e nella loro fede e ricerca di Dio? Significa, con effetti psicologici devastanti di cui ci si assume la responsabilità, respingere per loro l'aiuto e la parola di Dio. Siete nel peccato mortale, la sanzione escatologica è infernale. Nella sostanza, i Pastori cattolici romani devono accogliere con rispetto e delicatezza gli omosessuali, benedirli eccezionalmente ma solo “uti singuli”, ma questi non possono decidere, con sanzione di “illiceità” e divieto di benedizione, di vivere assieme, volersi bene, dare ordine e normalità alla loro esistenza e fornirsi aiuto reciproco, nella gioventù e nella vecchiaia. Come è acquisizione ormai evidente alla coscienza sociale, salvo esecrabili sacche di sottocultura, ignoranza o discriminazione. Ciò appare del tutto disumano, specie se posto il relazione alla contraddittorietà di certi comportamenti recenti della Chiesa, che percepisce miliardi dallo Stato e finanzia, con somme enormi, produzioni artistiche di noti artisti gay sposati da anni, che perciò la umiliano e deridono sui media, o che con un continuo “tira e molla” di aperture e chiusure come i DPCM sulla pandemia, alterna spiragli di comprensione (“Chi sono io per giudicare gli omosessuali che cercano Dio?”) a frasi apodittiche come “la benedizione manifesterebbe l’intenzione non di affidare alla protezione e all’aiuto di Dio alcune singole persone, nel senso di cui sopra, ma di approvare e incoraggiare una scelta ed una prassi di vita che non possono essere riconosciute come oggettivamente ordinate ai disegni rivelati di Dio”. Come se si conoscesse, e si potesse conoscere, senza precomprensioni inconsce e poco neutre, in una comunità fortemente caratterizzata dalla presenza massiccia di membri ad orientamento omosessuale o bisessuale, il reale contenuto dei “disegni rivelati da Dio”. Sarebbe forse più prudente, invece che assumere scelte offensive e disumanizzanti, far prevalere l'Amore, in ogni caso, sul rifiuto. Un rifiuto, per quanto giustificato da sottigliezze giuridico-canonistiche, fragili appigli ermeneutici e pretese di conoscenza della volontà imperscrutabile di Dio, è molto peggio, sul piano teologico, ma anche antropologico e psicologico, di un gesto definitivo e totale di Amore. Perchè l'essenza è nell'Amore, non è mai nel rifiuto. Neppure se sottilmente giustificato. C'era bisogno, con tutti i problemi della secolarizzazione, del relativismo dilagante e della scristianizzazione, di questa ulteriore ferita spirituale, psicologica e psicosociale per milioni di fratelli?

  5. La Chiesa Ortodossa Italiana, pertanto, continuerà la propria prassi di Benedizione, per i fedeli cristiani che ne fanno espressa e sincera richiesta, delle unioni affettive stabili, senza che ciò implichi alcuna valutazione esplicita od implicita di tale relazione dei contenuti di tali relazioni come modello da imitare, ma neppure da condannare con toni offensivi, ritenendo che questi nostri fratelli rimangano e crescano frugiferenti nella Chiesa e ne costituiscano un differente, ma prezioso e speciale arricchimento. Che fa parte, anche esso, del Disegno divino che tutto ha creato così com'è, tutto sa, tutto ha previsto e voluto. E tutto ama. E sicuramente, senza ombra di dubbio, della lettera e dello spirito evangelico. E pensiamo e riteniamo che in Paradiso possa esserci, con molta maggiore probabilità, il centurione del Vangelo di Matteo piuttosto che tanti ipocriti, farisei e sepolcri imbiancati. O moralisti che di giorno condannano e la sera volano nelle chat omoerotiche, come ci confermano i media ogni giorno. Ciò nonostante, invitiamo con sincera volontà di dialogo e spirito costruttivo i fratelli della tradizione romana, specialmente coloro che vivono con dolore contraddizioni personali e sensibilità su questi temi, a ripensare e rivedere con contrizione e discernimento queste erronee posizioni che provocano dolore, difficoltà umane e psicologiche specie nei soggetti più giovani, ed ulteriore colpevolizzazione e stigmatizzazione sociale. Quanto meno perchè, dopo averli bruciati per mezzo millennio con lo stesso stilema ermeneutico della convinzione della verità di una asserita “contrarietà ai disegni divini”, questi nostri fratelli, specie da noi Pastori, meriterebbero per il Mistero inscrutabile della loro condizione umana e naturale un ben diverso, più nobile ed accogliente risarcimento. Fatto di tenerezza e di aiuto nella fede. Gesù, al centurione, non chiede patenti di conformità ai disegni divini. Guarisce. E basta. La medicina dell'anima è nell'Amore. Non nel rifiuto.

p.s. nella foto, benedizione di due fedeli Katia e Francesca, secondo l'antico benedizionale ortodosso dell'adelphopoiesis, effettuato a Roma dal vescovo Filippo, assistito da padre Antonio e dalla diaconessa Gabriela. La cerimonia di affratellamento tra membri dello stesso sesso è in uso nelle chiese ortodosse orientali fin dai primi secoli della cristianità e non è stata mai formalmente abrogata. Anche nella Chiesa latina d'occidente,   era in uso un rituale analogo, del quale ci sono tracce fino al XII secolo  in Slovenia e Croazia, denominato Ordo ad frates faciendum. Nelle Chiese ortodosse di tradizione slava si usano i termini pobratimstwo (affratellamento) e posestrinstwo (assorellamento) per le coppie omo-affettive maschili o femminili. Santi protettori delle coppie omo-affettive sono Sergio e Bacco,   due soldati romani morti durante la persecuzione di Diocleziano e che furono dichiarati protettori dell'esercito imperiale romano (impropriamente definito bizantino)  

I santi e gloriosi martiri Sergio e Bacco, legionari romani

domenica 7 marzo 2021

Collaborazione tra Chiesa Ortodossa Italiana e Italia Bio

 Collaborazione tra Chiesa Ortodossa Italiana e Italia Bio


                                             Il Primo Bio Slow sarà in Puglia

La Chiesa Ortodossa Italiana ha sottoscritto a Roma, il 5 marzo 202, un Protocollo d’Intesa con l’associazione Italia Bio, che si è già concretizzata in Puglia nel varo di un Distretto alimentare Bio Slow. Questa importante collaborazione è stata resa possibile grazie all'interessamento del presidente nazionale della Fraternità Ortodossa ing. Ambrogio Giordano, che ha già concretizzato una proficua collaborazione tra le due realtà in Puglia, dove si sta costituendo un importante Distretto Alimentare Bio Food. L’associazione Italia Bio è nata dall’iniziativa di alcuni produttori biologici al fine di promuovere prodotti e cibi sani, sviluppare un nuovo modello di economia sostenibile, sobria e conviviale, che garantisca la conservazione dell’ambiente e delle risorse naturali, la qualità della vita, la felicità delle persone e il rispetto del creato. In questa alleanza tra agricoltori e consumatori è importante anche l'apporto della visione cristiana che, come ha ricordato il nostro arcivescovo mons. Filippo Ortenzi citando la Genesi (Gn 2,15): “Dio pose l'uomo nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” e il custodire, coltivare e valorizzare e non l’utilizzo predatorio e distruttivo, è quanto Dio ha indicato quale compito principale dell’umanità.

Riportiamo il testo del Protocollo d'Intesa tra la Chiesa Ortodossa Italiana e l'associazione Bio Slow, sottoscritta da mons, Filippo Ortenzi e dal Presidente Nazionale di Italia Bio dott. Ignazio Garau.


DIFESA DEL CREATO E SVILUPPO SOSTENIBILE, AGRICOLTURA BIOLOGICA E SICUREZZA ALIMENTARE, SCAMBIO DI CONOSCENZE E COLLABORAZIONE PER PROMUOVERE E

DIFFONDERE L’ETICA DELLA VITA IN ARMONIA CON LA

REALTA’ MATERIALE E SPIRITUALE CHE CI CIRCONDA

Premesso che:

  • L'emergenza climatica, l'emergenza sanitaria e l'emergenza economica che gravano su tutta la Comunità Umana sono strettamente connesse tra di loro e sono conseguenti alla nostra disattenzione nei confronti del pianeta che ci ospita, all'eccessivo sfruttamento delle risorse a disposizione;

  • Economia” ed “ecologia” non sono discipline tra loro antitetiche, come si è continuato a pensare fino al recente passato, considerato anche che i due termini condividono un identico elemento etimologico, l’οἶκος, che sta a indicare lo stesso interesse per la gestione della “casa”, ovvero per l’amministrazione del nostro spazio vitale;

  • È necessario cambiare rapidamente paradigma, modificare i modelli di riferimento economici, ambientali e sociali che ci hanno guidato nei secoli passati, occorre adottare nuovi e più sostenibili stili di vita: non siamo solo in un'epoca di cambiamenti, siamo al cambiamento di un'epoca. Nulla potrà essere semplicemente come prima, perché il prima ci ha portato ai problemi di oggi;

  • Per produrre cambiamenti in tempi brevi è necessario l'impegno delle istituzioni, ma anche il coinvolgimento dell'intera comunità.

Se promuoviamo una nuova visione del nostro rapporto con il creato, se tutti indichiamo la praticabilità e la convenienza di un modello di economia, e di società, più solare e solidale, più conviviale, assieme possiamo farcela;

  • Il cibo e l'agricoltura, biologica e contadina, sono i riferimenti da cui partire per un percorso di sviluppo sostenibile, poiché il cibo è coinvolgente e, nelle sue molteplici implicazioni, lega in modo stretto le persone, l'organizzazione delle comunità, la salute e la qualità della vita con le risorse naturali, la terra, la biodiversità, la loro gestione e salvaguardia;

  • L'agricoltura biologica è un insieme di principi e di valori che costituiscono una visione originale del modo in cui l'uomo deve interagire con il suo ambiente vitale, indicando modalità di produzione, preparazione e distribuzione del cibo e di altri beni che aiutino a non dissipare le risorse disponibili sul nostro pianeta terra, rispettando la vita delle piante e degli altri animali. L'agricoltura biologica afferisce al modo in cui le persone interagiscono con paesaggi vivi, si rapportano l'uno con l'altro, contribuiscono a formare e custodire l'eredità delle generazioni future;

  • la Chiesa Ortodossa Italiana e l'Associazione Italia Bio, pur nella diversità di caratteristiche, ruoli e funzioni, condividono la necessità di collaborare per promuovere iniziative e azioni orientate allo sviluppo sostenibile e alla difesa del nostro ecosistema.

Considerato che:

  • la Chiesa Ortodossa Italiana ritiene suo compito fondamentale agire per la salvaguardia del creato e vuole coinvolgere attivamente la Comunità dei fedeli avvalendosi della collaborazione e del supporto dell'Associazione Italia Bio.

Tutto ciò premesso e considerato

La Chiesa Ortodossa Italiana 



e

L’associazione Italia Bio



sottoscrivono il presente Protocollo d’Intesa concordando sulle finalità sopra esposte e congiuntamente, in relazione alle proprie competenze e ruoli, si impegnano a:

  • creare rapporti di scambio di conoscenze ed esperienze sui temi legati all’uso delle risorse, ai mutamenti climatici, alle energie rinnovabili, alle produzioni biologiche, alla biodiversità e più in generale allo sviluppo sostenibile e su come questi temi possano essere affrontati nel contesto specifico della Comunità Ecclesiale;

  • collaborare per attivare specifici momenti di approfondimento e di studio sulle tematiche dello sviluppo sostenibile, delle “sana alimentazione” e della “Dieta Mediterranea”, anche organizzando appositi corsi formativi in collaborazione con l'Università e gli Enti di Formazione della Chiesa;

  • per rendere concreta la scelta della sostenibilità all'interno di ogni comunità ecclesiale si istituirà un gruppo di lavoro, con i rappresentanti delle parti, con l'obiettivo di ideare un sistema di gestione ambientale differenziato per le diverse aree di interesse (chiese, scuole, strutture di accoglienza, ecc.). Obiettivo consentire a ogni comunità di ridurre significativamente i propri consumi di risorse, di energia (elettrica e termica), la produzione di rifiuti, fornendo il proprio contributo per la tutela dell'ambiente e del clima, risparmiando denaro e promuovendo una coscienza ambientale all'interno e all'esterno della chiesa;

  • lo stesso gruppo di lavoro elaborerà anche una proposta per prevedere in ogni comunità la possibilità di organizzare un gruppo di acquisto collegato direttamente ai produttori agricoli, facilitando la creazione di filiere corte che ristabiliscano corrette condizioni di collaborazione tra produttori e consumatori, con vantaggi per entrambe le parti;

  • tale scelte consentiranno di prevedere anche la possibilità di predisporre la certificazione ambientale di Chiesa eco-sostenibile;

  • un'impostazione che offrirà anche lo spunto per creare occasioni di condivisione comunitaria dell'esperienza ecologica e organizzare momenti di conoscenza delle qualità ambientali presenti nel territorio della comunità e opportunità conviviali per la scoperta delle produzioni biologiche e tipiche;

  • il percorso prevederà specifiche iniziative indirizzate ai bambini e ai giovani perché possano partecipare e condividere il progetto;

  • il gruppo di lavoro predisporrà una “Dichiarazione per la difesa del creato”, da sottoporre all'approvazione del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Italiana;

  • creare una linea di prodotti biologici dei Monasteri o delle comunità religiose afferenti alla Chiesa Ortodossa Italiana;

  • fornire la consulenza interdisciplinare per la costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico di supporto al progetto dei distretti Bio Slow sotto l'egida del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Italiana;

  • la Chiesa Ortodossa Italiana nella persona del suo Primate Sua Beatitudine Filippo Ortenzi, darà la disponibilità ad assumere il ruolo di Cappellano dei singoli ambiti territoriali, nei quali i Distretti Bio Slow, in primis quello delle Puglie implementerà tutte le iniziative a livello nazionale;

  • la Chiesa Ortodossa Italiana a seguito della sottoscrizione del presente protocollo, collaborerà alla costruzione di paradigmi comunicativi, rivenienti dal confronto delle strutture preposte proprie dei vari Distretti Bio Slow, in particolare quello delle Puglie e degli esperti di comunicazione della Chiesa Ortodossa Italiana;

  • il Presidente nazionale di Italia Bio, in accordo con il Primate della Chiesa Ortodossa Italiana concorderà dichiarazioni ed eventi congiunti aventi la finalità di sfruttare la sinergia operativa derivante dal presente accordo, allo scopo di raggiungere gli obiettivi comuni concordati su scala nazionale. La Chiesa Ortodossa Italiana in particolare si impegna a sensibilizzare tutta la sua comunità presente in tutte le Regioni d’Italia;

  • la Chiesa Ortodossa Italiana, nella Regione Puglia, coinvolgerà l’associazione sociale e culturale Rinascita e Rose, con tutte le sue strutture, al fine di facilitare l'immediata attivazione di tutte le iniziative previste nella Regione in forza del fatto che il Presidente di detta associazione è un membro del clero della Chiesa Ortodossa Italiana, dando mandato allo stesso di rendersi immediatamente disponibile a supportare l'iniziativa qui oggetto di accordo, con tutti i mezzi disponibili dell'Associazione.

Giornata della Memoria

Giornata della Memoria In occasione della Giornata della Memoria, il Movimento Giovanile Ortodosso Axios commemora le atrocità dei crimini ...