San Aleksandr Nevskij
colui che salvò la Rus dall'invasione crociata
Approfittando del fatto che le forze della Rus di Kiev erano sotto attacco dell'Orda d'Oro tartaro-mongola e mussulmana, un'armata crociata cattolica, diretta dai Cavalieri Teutonici, dai Fratelli della Spada di Livonia e da truppe germaniche, svedesi e tedesche aggredirono le popolazioni ortodosse e pagane del baltico e della Rus, cercando di imporre loro la conversione forzosa al cattolicesimo.
Tale operazione era riuscita tra i popoli baltici della Lituania, Estonia e Lettonia e sarebbe riuscita anche nella Rus di Kiev se l'armata crociata cattolica diretta dal comandante svedese Birger Magnusson, conte di Bjalbo, non fosse stata sconfitta dall'appena ventenne arciduca Alekandr, principe di Novgorod e Vladimir, il 5 aprile 1242, sconfiggesse i crociati cattolici nella battaglia della Neva (o del lago ghiacciato) ricacciando svedesi e teutonici fuori dal Golfo di Finlandia e impedendo che l'intolleranza cattolica (peggiore di quella islamica che almeno rispettava la libertà di culto dei cristiani) imponesse l'abbandono della Fede Ortodossa alle popolazioni slave e finniche della Rus di Kiev.
Il principe Aleksandr, che ricevette il soprannome di Nevskij (della Neva, dalla battaglia che salvò la Rus dall'invasione cattolica) nel 1547 fu canonizzato dal Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa e su decisione dello zar Pietro il Grande i suoi resti furono portati a San Pietroburgo, dove risposano nella Lavra (o Monastero) di San Aleksandr Newskij.

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